Friday, October 13, 2017


Non oggi. E neanche domani. Diciamo in un futuro prossimo o forse mai. Lasciamoci del tempo, per pensare. O lasciamo tutto non fatto, non detto, in sospeso, aperto a chi verrà, se vorrà. Siamo di fatto senza parole. Col fiato a metà, nè dentro, nè fuori. In apnea. Posizione scomoda. Difficile, fare sempre i conti con il passato, che piace poco, con il presente che ti fai piacere a forza e con il  futuro che vorresti, bellissimo. Poi, come può accadere, ti capita un giorno diverso, una luce strana che fa pensare ad  una promessa mantenuta, o ad un sogno realizzato, e tutto si ribalta. Ti rendi conto che potresti anche venire fuori, un attimo,   giusto per vedere che succede, se è vero che è vero.  Ma non oggi, e neanche domani. Forse mai. Ma non è detto.
Not today. Not even tomorrow. Let's say in a near future or may be never. Let's take time, just to think it over. Or let's keep all undone, unsaid, suspended, open to whomever will come, if he ever will. We are actually at loss of words. Breathless. Not even so, in a sort of apnea. Uncomfortable position. It is so difficult having always to tend to our past, which we dont like being so far away, or to deal with our present which we are forced to like, or to envision  a so long desired future, a beautiful one.   Then, as it may happen, you are gifted with a very special and perfect day, with a strange light that gives the way to a promise miraculously made real, or to a dream  which finally came true, and everything is upside down. You realize that you could just for one moment come out from your hole  and have a look to a new born and bright reality, just to see if it is true that it is true. But not today, not even tomorrow, may be never.  But one never knows. 

Friday, February 24, 2017


Intensità. O nulla.   Madoi era sempre in attesa di quel qualcosa che valesse la pena di emozionarsi, di arrabbiarsi, di confrontarsi con dolori fortissimi o gioie immense, in entrambi i casi non necessariamente dovuti o provenienti da fatti realmente accaduti o ancora in essere o in previsione in un futuro. Tutto era già vecchio, passato, dimenticato, non vivibile. Rancori, odi, gioie, soddisfazioni, se di ieri non contavano più. Neppure i ricordi belli, brutti, nulla. Non vi era tempo, nel suo vivere, non vi era spazio nella sua anima perennemente affollata di pensieri e colori , che null' altro poteva esservi, come in una casa piena di vecchi mobili, vecchie cose inutili, ostacoli disturbanti che lo facevano solo inciampare e non gli permettevano di far scorrere lo sguardo verso il suo personale infinito.
Intensity. Or nothing. Madoi was always waiting for that something  worth of  the strongest emotion, welcoming with the same pathos-like attitude the most compelling turmoil, the most challenging anguish and despair or immense joy,  not necessarily due to or resulting from real facts past, present or forecasted for a near future. Everything was defined old the very nano second after its appearance and consequently forgotten, cancelled, not liveable. Rancor, hate, joy, satisfaction, nice or sad memories, if dated yesterday were a useless burden. There was no time, in Madoi's living, there was no space in his soul always  full of  thoughts so lively and intense, that nothing else could be hosted, like in an house full of old furniture, of old and useless things, unsettling obstacles in his perennial wandering to/from present and future and   he couldnt risk to trip over them or to have the  sight blocked while glaring towards his personal infinite.

Thursday, July 28, 2016


Sometimes I wonder...Certe volte mi chiedo...come sarebbe stata la mia vita, la nostra vita, con un padre diverso da quell' ingombrante, unica, affascinante impossibile, infrequentabile figura di Madoi. Di sicuro più facile, più sicura, indubbiamente noiosa, una vita ben inserita in facili binari, con un riferimento fisico, un porto sicuro, con dogmi prefissati, fai questo non fare quello, studia perchè non studi, metti in ordine, fai/fate le brave, questa casa non è un albergo - frase sublime, purtroppo mai sentita, forse rientro dei nostri genitori - non potremo essere sempre qui per voi .. e altre meravigliose litanie parentali  Che parole sublimi! Che sollievo sarebbe stato avere queste facili mini opzioni quotidiane tra cui scegliere, provare il brivido della disobbedienza, e non avere da sempre libero arbitrio sulla scelta   di finestre e porte sempre aperte verso un mondo vastissimo che non si conosceva e per questo non poteva farti paura. E cento, mille possibilità sin da piccole da testare, da provare, senza rete e la paura, appunto,  era un qualcosa di meraviglioso e inesplorato, quasi una ottava o nona arte che ancora neanche conosciamo. A tutto vi è rimedio,  persino alla fine finale, perchè si sopravvive, dicono, e se così non fosse pazienza perchè non ci riguarderebbe più. Cioè,  il massimo che ti può capitare è di non farcela, in crudi termini, di morire. Ma il resto, sino ad allora, è vita. E prendiamone il meglio.  E questo è un grande insegnamento che non avremmo potuto avere da - credo - nessun altro padre. E che si può dire di "voi non dovete fare mai quello che faccio io" (cioè "vi faccio il piacere di mostrarvi come non dovete comportarvi. Mi sforzo di darvi il cattivo esempio per facilitarvi la comprensione"). Fantastico. E infatti, a riprova della sua involontaria lungimiranza, siamo cresciute benissimo, forti e tenaci e con una moralità e onestà che sfiora l'ingenuità - come lui del resto -  ma sopratutto senza paura, allegre, sfrontate e irriverenti e capaci di raffrontarci - alla pari - con chiunque.  Una delle sue frasi migliori era che anche il più potente dei potenti deve usare il bagno, prima o poi. Quindi tiriamolo giù  da ovunque si trovi e mettiamolo seduto, ad ascoltarci.
Sometimes I wonder how could have been my life, our lives, with a father different from that invasive, unique, fascinating and impossibly demanding character of Madoi.  For sure an easier and safer one, undoubtly boring, a life running smoothly on straight and regular tracks, having a physical reference, a safe harbour, paraded with strict rules, do this, dont do that, you have to study why dont you study, you have to keep order in your things, be good, this house is not an hotel - oh! sublime words, unfortunately never heard, but may be we had to said them...on one of our parents return - and more ..we wont always be here for you and other wonderful parental litanies.  What a great comfort would have been having these easy mini daily options to choose from, tasting the thrill of an act of disobedience instead of being  so free of choosing on so many windows and doors always open on an immense world that ,  knowing nothing about   we couldnt be afraid of.  And hundreds, thousands of possibilities we could test and savour since little kids, with no safety net,  and fear was something wonderful and unexplored, a kind of eighth or ninth art that we still dont even know. There is always a way out, a remedy, even at the very final step, because we survive, they say, and if not, who cares , stopping so to be a concern. That is, the worst that could happen is that you dont make it, in cruel words, you die. But all the rest till that very moment is life. And we take the best of it.  And this is a great lesson we are sure we could not have from no one else but our father. And what about "you have never to do what I do" meaning "I'll be so kind to show you how you have not to behave.  I am straining myself to give you the bad example for your better understanding". Superb. And so, to underline his unintentional far-sightedness, we grew up in the best possible way, strong and die-hard optimists, with high values of morality and honesty, close to ingenuity - as Madoi's himself - and above all  fearless, forward and confident ladies, perfectly capable to deal with anyone on an equal level. One of Madoi's best quote was that even the most powerful person in the world have to use the toilet, sooner or later. And so, let's take him down from wherever he climbed, let's order him to sit down and to listen to what we have to say. 

Sunday, June 12, 2016


Sesta, rewind. Riavvolgiamo il nastro dei ricordi.   Ebbe inizio nel 1963 l' innamoramento sconsiderato di Madoi per Sesta, un minuscolo paesino nell 'appennino sopra Parma. Quattro o cinque casine, una ventina di persone, una chiesa, dei muri di pietra.  Ma a Madoi bastava. Ha cominciato con la Chiesa, dipingendola tutta, soffitto compreso e finendo con il dipingere tutti i muri possibili che incontrava sulla strada chiesa-casa che nel frattempo si era allestito.  Poi se ne è andato.  Poi siamo andate via anche noi,  tentando pure di seppellire i ricordi. E invece, solidi testimoni di quei momenti, piccoli allora, grandiosi ora, hanno tenuto duro, quasi in solitudine in eterni inverni in quel minuscolo posto di montagna, impedendone l' abbandono, richiamando l' attenzione verso quell' opera magicamente comparsa all 'interno di quella Chiesa, più di 40 anni fa e che si stava sgretolando giorno dopo giorno.  Grazie a questa caparbia insistenza, magistralmente diretta da Nando Donnini,  un ragazzino ai tempi di Madoi, e sin d' allora custode della sua memoria artistica a Sesta,  si inaugura il termine di una fase di recupero strategico di questo grande affresco. Il team Esedra, leader nel restauro artistico,  dopo il recente straordinario successo del recupero di un altro grande affresco di Madoi a Parma,    ha investito il proprio lavoro, il loro prezioso contributo e rara passione nel progetto di riportare allo splendore iniziale questa meraviglia.
Ma non è abbastanza. A questa prima piccola ma importante fase dovrebbe immediatamente seguire un restauro globale di questo affresco, e il più in fretta possibile. Pur potendo contare sulla solidarietà e supporto tecnico burocratico offerti dalle Istituzioni interessate, il reperimento di fondi veri, da aggiungere alla somma sinora raccolta da privati, servita per questo primo passo, è ora di priorità urgente ed assoluta per poter proseguire con quanto risulta doveroso nei confronti di questo prezioso lascito di Madoi. Se ancora non fosse chiaro, questo è un appello di raccolta fondi per chiunque volesse partecipare. Lasciateci aggiungere che se ogni collezionista in possesso di una o più opere di Madoi, il più delle volte avute in regalo da Madoi stesso, partecipasse anche solo con una minima somma, si potrebbe finanziare non solo questo restauro ma sicuramente un altro paio, già identificati e necessari (qui sopra Madoi e Don Rosolo, parroco di Sesta. Sullo sfondo la parte sinistra dell' appena terminato affresco. Fonte Archivi FIWM).
Sesta. Let's rewind the tape of memories. Back to 1963 when Madoi fell desperately in love with Sesta, a tiny village in the highlands of Parma. Four or five little houses, some twenty persons, a church, stone walls. For Madoi it was enough. He started with the Church, painting the paintable, ceiling inclusive, ending to paint all the walls he could find available to/from the residence he had set up in the meantime. Then he went away, we went away, trying to bury all our memories. On the contrary, superb witnesses of those moments, kids in those times, masters now, never gave up,  in total loneliness during perennial winters in that little mountain place, trying to avert the effects of neglect and to focus the attention towards that masterpiece magically appeared inside that Church more than 40 years before and which was now crumbling before their eyes day after day.  Thanks to this stubborn persistence, directed with masterly skill by Nando Donnini, an early teen in Madoi's time, and from then on guardian of his artistic legacy in Sesta, they are  able to unveil in these very days the conclusion of the first phase  of the strategic recovery of a part of this great artwork. Esedra Restauri, leader in artistic restoration, on the wave of their recent and exceptional success in restoring a wide church apse painted by Madoi in 1966 in Parma, invested their time, passion and competence in the project of giving back the initial splendour to this wonder. But it is not enough. To this small but important phase it should immediately follow a global restoration of this wide painting, and this should happen fast. Taken for granted the solidarity and technical,  bureaucratic support expressed by the local Institutions, the real funds, i.e. money, to be added to the small but significative sum gathered so far amongst private sympathizers, and used for this very first emergency, are now top and urgent priority to be able to continue with the realization of the restoration of this precious legacy left by Madoi. This is definitely an appeal for funds to whomever might be willing to participate.  Let us say that, if any collector having one or more Madoi's artworks -  in the major cases given by Madoi's himself as presents - would be so kind to give the smallest of sum for each of them, it would certainly be possible to gather an amount large enough to restore more than one project of this kind. (Above,   Madoi and Don Rosolo, parish priest of Sesta, source FIWM Archives)

Monday, April 4, 2016


Aprile. Un mese da riempire con tanti sogni, nuovi. Un mese a cui dare un senso, con nuove cose o da ignorare e lasciar passare, in attesa. 
Dicono che se si smette di aspettare qualcosa di molto desiderato questa arrivi inaspettata. E la maniera per smettere di desiderarla sia di cominciare a desiderarne subito un' altra, possibilmente tutta diversa. E poi aprire le mani, non trattenere i vecchi sogni inevasi, le vecchie preghiere non ascoltate e lasciar andare.
E le stesse cose, rinnovate, ti arrivano. Da sole.
April.  A month to fill with lot of dreams, new ones. A month to fill with a proper sense, with new things or to leave it void, as if on hold.  As they say, once you stop waiting for something you have been longing for a long time, the same thing arrives unexpected and (they say) that the way to stop dreaming it is to start to desire a completely different one. And then you have to open your hands and  let go your old unaccomplished dreams and forget your unanswered prayers. And the same things, sparkling as diamonds, just arrive, by themselves.

Sunday, March 13, 2016

MARCH 13, 1976

13 Marzo 1976.
Non è solo una data.
E' una fine con un principio. Un principio di una sfilza di anni, 40 per la precisione, in cui si è provato a non fare, poi a fare, poi a provare a dimenticare l' indimenticabile,  poi a sublimare il ricordo di una serie di eventi che non si volevano ricordare.
E ora, all' inizio di un nuovo inizio, dobbiamo ancora decidere cosa fare. Confuse? No, aspettiamo un segno.
March 13, 1976
It is not just a date. It is the beginning of a string of years, exactly 40 as at today , when we tried to avoid doing anything, then we did anything, then we tried to forget the unforgettable, then we sublimed the memory of events  we did not want to remember.
And now, at the start of a new beginning, we still have to decide what to do next. Confused? No, we are just waiting for a sign. 

Wednesday, February 24, 2016


Una sorta di magia. E' cambiare mille volte titolo - di questo post - virare dall' inquietante blù- notte- tempestosa al dolce -rosa-alba di una nuova bellissima giornata, in pratica sorvolare tutto il pantone e decidere, alla fine, di soffermarsi sulla nuance che ti fa stare meglio. Via i pensieri disturbanti, via i blues tipo forse è colpa mia, forse avrei dovuto eccetera, e pensare che in ogni singolo giorno, momento,  vi sono decisioni o strade che sono state prese e scelte perchè ritenute - in quel momento - le uniche possibili. Quindi, basta.
Oggi è meglio di ieri, domani pure. E se non lo fosse, sempre di vita si tratta, grande dono. Forse con lo stesso pensiero Madoi, nell' estate del 1975 ha dipinto questo mazzo di fiori, pieno di colori, non proprio brillanti, ma sempre colori. Il massimo che ha potuto fare con tutti i suoi fantasmi in attesa e che gli soffiavano sul collo. Una sorta di magia, appunto.
A kind of magic. Magic is changing the title and image of this post some thousands times, veering round the deepest blue of a dark night to the sweetest pink of a dawn promising a perfect day, that is glossing over the whole pantone and deciding, at the end, to stay stick to the nuance that makes you feel good, or better, at least.  So let's sweep away all the disturbing and now useless blues like may be it's my fault, I should have done this or that and so on, and start thinking that every single day, moment, time of your life you had to choose one way or another as the only one possible in that very moment. So let's stop it. Today is better than yesterday, tomorrow will be the same, and if not we will deal with that, as all this is just called life, great gift.  May be with the same considerations Madoi painted this bunch of fresh cut flowers in the summer of 1975. Flowers full of colors, not the brightest ones, but colors anyway. It was certainly the best he could do with all his ghosts snorting with impatience while waiting for him. A kind of magic.